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Pillole di investigazioni difensive: l'omicidio irrisolto di Romina Del Gaudio


Romina ha vent'anni e fa la promoter per la Wind da circa tre settimane quando il 04 giugno 2004 assieme ad altre due ragazze e un ragazzo, il caposquadra, partono da Napoli per raggiungere Aversa (CE) e promuovere contratti telefonici alle attività commerciali. Aversa non era la destinazione programmata, la squadra di promoter sarebbe dovuta restare in città.

I giovani sono quattro e dopo aver fatto colazione in un bar del centro decidono di dividersi per poter coprire una zona più ampia. Romina e un’altra ragazza lavorano già da qualche tempo quindi vanno in autonomia, il caposquadra rimane assieme ad una terza ragazza al primo giorno di lavoro. L’appuntamento è fissato per le ore 13.00 in piazza del Municipio, ma Romina non arriverà mai. I compagni provano a chiamarla insistentemente: il telefono squilla a lungo, ma nessuno risponde. Poi, verso le 15.00 smette di squillare.

Romina è scomparsa nel nulla, ma la denuncia non porta a niente. La madre chiede aiuto alla trasmissione Rai "Chi l'ha visto?"

Per cinquanta giorni, non si saprà più niente di lei fino a quando, il 21 luglio, nel bosco della Reggia di Carditello in provincia di Caserta, a circa quindici minuti di auto da Aversa, vengono rinvenuti casualmente dei resti di un corpo smembrato e scheletrizzato. Nei pressi vi sono anche alcuni documenti della Wind e il tesserino di riconoscimento di Romina: l'esame del DNA confermerà che si tratta della giovane.


Una scena complessa e confusionaria

Il corpo di Romina viene trovato tra i rovi al limitare di un bosco artificiale di querce davanti alla Reggia di Carditello. E' smembrato dagli animali ma si riesce a recuperare il cranio ed il torso. Gli indumenti sono rinvenuti poco distanti così come alcuni effetti personali e i documenti di lavoro della ragazza. Il telefono cellulare non sarà mai ritrovato.

Come ogni scena del crimine all’aperto, è complesso fare considerazioni, ma in questo caso c’è un particolare che indirizza i rilievi: un paio di mutandine nere appese ad un ramo vicino ad una bottiglietta di olio sessuale e dei fazzoletti. Allora si parte da questo punto per arrivare agli effetti personali di Romina ed al cadavere.



L'autopsia su quel che restava del corpo con può dire molto ma identifica due ogive calibro .22LR nel cranio e una ferita da punta e taglio alla schiena. Purtroppo non è stato possibile accertare se vi fossero state altre ferite causate dall’arma bianca.


Si avviano le indagini ma non si riesce a trovare un colpevole. Ci sono due sospettati che, evidentemente, non convincono gli investigatori e il caso, viene archiviato nel settembre 2018, ma poco dopo Ciro Gallo, il parente più prossimo di Romina, nomina un nuovo legale, l'avv. Francesco Stefani che immediatamente incarica Abaco Investigazioni e forma un nuovo team difensivo con la dott.ssa Luisa D'Aniello in qualità di criminologa e Giacomo Morandi di investigatore.

 

Autore: Giacomo Morandi


Classe 1979, è entrato nel mondo delle investigazioni poco prima dei venti anni. Perfezionato in Scienze delle Investigazioni Private e della Sicurezza, è specializzato nelle indagini difensive e aziendali ed è titolare della licenza di Abaco dal 2007. Svolge con passione e dedizione indagini difensive nei più svariati ambiti criminali affiancando il team difensivo in ogni fase processuale dalle indagini preliminari al dibattimento. Nel corso degli anni è stato incaricato di investigare quasi sempre in favore del “cattivo”, avendo la possibilità di lavorare su complessi casi giudiziari, alcuni dei quali hanno suscitato una notevole eco mediatica.






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