Investigazioni in caso di 

FURTI E AMMANCHI INVENTARIALI

Indagini all'interno dell'azienda e sul personale impiegato per identificare gli autori dei furti e procedere al licenziamento per giusta causa.

Le differenze inventariali sono spesso causate dalla sottrazione di denaro, materiale o merce da parte di personale, dipendente dell'azienda, ovvero di ditte esterne. Le metodiche con cui vengono attuati i furti sono delle più fantasiose varietà e, quando si presentano queste situazioni, è possibile avviare indagini finalizzate ad individuare gli autori permettendo all'azienda di licenziare per giusta causa e, se ritenuto opportuno, di coinvolgere le autorità. 

In molti casi, le azioni riscontrate possono ricadere nella fattispecie del furto aggravato e, se portate a conoscenza dell'A.G. sono procedibili d'ufficio. 

 

Le investigazioni all'interno dell'azienda vengono svolte con diverse metodologie e,  in alcune situazioni anche attraverso l'installazione di telecamere occultate, lecitamente e senza violazione della legge sulla privacy nè dello statuto dei lavoratori. 

 

L'investigazione è interamente relazionata e utilizzabile in ogni sede, anche penale, per risolvere il problema ed eventualmente chiedere l'intervento dell'Autorità Giudiziaria.

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CASE HISTORY 1

Una nota catena di ristorazione aveva riscontrato in un punto vendita una sensibile diminuzione degli incassi in determinati orari della giornata. In quegli stessi orari erano sempre in servizio quattro dipendenti, e ognuno di questi poteva utilizzare le diverse casse presenti. L’installazione di una telecamera occulta per ogni cassa ha permesso in breve tempo di individuare l’unico responsabile delle sottrazioni, ovvero il manager del ristorante. La procedura del manager, si è scoperto, era sempre la stessa: per alcuni ordini digitava regolarmente e faceva visualizzare alla cassa l’importo sul display, incassava il pagamento, ma subito dopo annullava tutto e passava al cliente successivo. Attraverso la visione dei filmati è stato documentato che il manager sottraeva una media di 40 euro a turno.

CASE HISTORY 2 

Una popolare firma di abbigliamento per bambini aveva riscontrato nel proprio punto vendita di Firenze, vicino alla stazione Santa Maria Novella, un numero anomalo di resi merce e consistenti ammanchi dall’inventario, questi ultimi giustificati come furti. L’indagine investigativa ha accertato che uno dei commessi del negozio, in presenza di clienti stranieri, registrava l’incasso ma immediatamente dopo operava uno storno, anche nel caso che il pagamento avvenisse con carta di credito, consegnando uno scontrino di reso che al cliente straniero sembrava regolare. Questa manovra disonesta veniva effettuata una o due volte al giorno, esclusivamente per acquisti di capi unici dal valore superiore ai 50 euro.

CASE HISTORY 3 

Un ingrosso di ferramenta con cinque dipendenti basava la propria attività commerciale sulla vendita a imprese e artigiani. Pochi casi di vendite a privati, ma uno di questi è stato importante. Un cliente privato infatti aveva riportato un utensile per una riparazione in garanzia, ma la fattura presentata che aveva con sé risultava non essere mai stata emessa. In questo caso l’indagine investigativa ha appurato che il braccio destro del titolare, nonché pilastro dell’attività, ai clienti privati consegnava fatture che non venivano in seguito registrate, mettendosi i soldi in tasca.

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