Abaco investigazioni

Investigazioni Difensive nel Processo Penale

Individuazione e raccolta delle fonti di prova da portare in giudizio in favore dell'indagato, imputato o della persona.

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ABACO Investigazioni è un'agenzia investigativa autorizzata all’espletamento di Indagini Difensive nel processo penale con Licenza art. 222 del D.L.vo 271/89 ed Art. 327 Bis del c.p.p. così come modificati dalla L.397/2000.

L’esperienza degli investigatori di Abaco Investigazioni in ausilio allo staff difensivo riveste enorme importanza in numerosi casi penali, ogni volta che il legale abbia la necessità di vagliare alibi e testimonianze, rintracciare persone informate sui fatti, individuare elementi di prova, verificare lo stato dei luoghi in cui si sono svolti gli eventi, accertare fatti.

La legge prevede che la ricerca di prove a discarico possa essere effettuata in ogni stato e grado del procedimento, nell’esecuzione penale e per promuovere il giudizio di revisione, pertanto il difensore ha ampie possibilità di azione al fine di individuare elementi di prova favorevoli al proprio assistito. 

L’intervento dell’investigatore quale braccio operativo dell'avvocato, esattamente come la Polizia Giudiziaria lo è del PM, è utile a prescindere dalla gravità dei reati contestati, spesso anche in caso di conclamata colpevolezza dell’indagato, soprattutto dove sia interesse del difensore affrontare specifiche contestazioni. L'efficacia dell'investigazione si evidenzia maggiormente nel caso in cui gli elementi accusatori derivanti dalle indagini di P.G., dalle querele o dalle dichiarazioni dibattimentali di un teste risultano in contrasto con la ricostruzione dei fatti fornita dalla parte assistita.

Le indagini difensive possono essere svolte sia in favore dell’accusato (indagato, imputato, condannato) sia in favore della persona offesa quando sia già avviato un procedimento penale ovvero prima che sia presentata una denuncia/querela, quando servono elementi per avvalorare la presentazione delle proprie accuse, ad esempio in casi di stalking o per opporsi ad una richiesta di archiviazione.

L’avvocato che si avvale dell’investigazione difensiva e che va oltre l’invio di una semplice raccomandata all’ipotetico teste, attua una difesa attiva e proattiva che non resta in disparte a osservare ed attendere, attuando  i principi del “giusto processo” sanciti e garantiti dall’art. 111 della Costituzione.​​

Attività investigativa in fase d'indagine preliminare, dopo la notifica del 415bis e fino all'udienza preliminare:

L'arco temporale che va dall'immediatezza dei fatti all'udienza preliminare è, dal punto di vista investigativo, il periodo più importante dell'intero procedimento penale.  I fatti sono estremamente recenti, lo stato dei luoghi potrebbe essere praticamente invariato, i testimoni sono facili da individuare e la loro memoria è ancora fresca, i tabulati telefonici sono ancora presenti e, in alcuni casi, esistono ancora le videoregistrazioni di telecamere di sorveglianza.  E' una fase temporale in cui sono previste moltissime garanzie per l'indagato ed è possibile per il difensore fare istanza al fine di interrogare, anche coattivamente, persone informate dei fatti, chiedere un incidente probatorio, accedere, pressoché, a qualsiasi informazione. ​

In questo periodo, si svolgono le seguenti attività:

  • studio e valutazione degli atti d’indagine a disposizione

  • colloquio con l’assistito (anche in carcere)

  • rintraccio e colloquio ex art.391bis con persone informate sui fatti

  • affiancamento del legale nella verbalizzazione ex art.391bis e ter

  • notifica a mani della richiesta di colloquio da parte del difensore

  • sopralluoghi e ricostruzione scenari, tempi di percorrenza, illuminazione, meteo, ecc.

  • ascolto registrazioni intercettazioni telefoniche e ambientali in atti - verifica corrispondenza trascrizione

  • studio e analisi tabulati telefonici: posizionamento, contatti, utilizzo, ecc.

Attività investigativa durante la fase dibattimentale del processo

Durante il dibattimento si forma la prova: testimoni e consulenti sono esaminati e controesaminati dalle parti e gli elementi nuovi delle deposizioni devono essere vagliati rapidamente. Ulteriori investigazioni e ulteriori nuovi testi possono essere  introdotti nel dibattimento attraverso  il disposto dell'articolo 507 c.p.p.

In questa fase, si svolgono le seguenti attività:

  • presenza in aula

  • valutazione e vaglio delle dichiarazioni dei testi e delle parti

  • ricerca riscontri in tempo reale, avvio indagini e raccolta documenti utili alla cross examination

  • rintraccio testi dichiarati irreperibili

  • creazione di schemi e di presentazioni grafiche per la proiezione in aula

Attività investigativa dopo la condanna definitiva

 

Un procedimento concluso con una condanna passata in giudicato può essere riaperto qualora vengano portate in evidenza prove nuove che, se fossero state valutate durante il processo, sarebbero state idonee a provare l'assoluzione del imputato. Le prove nuove possono essere testimoniali, documentali, scientifiche, di qualsiasi tipologia. 

 

Nei casi in cui un condannato in via definitiva voglia chiedere la revisione del processo, si svolgono le seguenti attività:

  • analisi e valutazione della documentazione processuale d’indagine a scopo revisionale

  • colloquio con il condannato anche in carcere in Italia o all'estero

  • ricerca di piste alternative e valutazione delle conclusioni processuali alla luce delle nuove investigazioni

  • rintraccio ed escussione di vecchi testi

  • identificazione di persone informate sui fatti mai sentite 

  • ricerche negli archivi storici, in emeroteca, ecc.

Attività investigativa dopo l'archiviazione di un caso rimasto irrisolto

 

Un procedimento archiviato può essere riaperto anche se sono passati molti anni dai fatti e  si ha l'impressione che sia stata esaminata ogni pista. L'analisi della documentazione d'indagine può offrire nuovi intuiti investigativi, il progresso delle scienze forensi opportunità di analisi prima impensabili. Persone informate possono decidere di parlare proprio perché sono passati tanti anni dai fatti. 

 

Queste alcune delle attività che possono essere avviate per la riapertura di un caso:

  • analisi e valutazione della documentazione processuale d’indagine a scopo revisionale

  • colloquio con il condannato anche in carcere in Italia o all'estero

  • ricerca di piste alternative e valutazione delle conclusioni processuali alla luce delle nuove investigazioni

  • rintraccio ed escussione di vecchi testi

  • identificazione di persone informate sui fatti mai sentite 

  • ricerche negli archivi storici, in emeroteca, ecc.