• Giacomo Morandi

Non è mai troppo tardi per riaprire un caso o per ribaltare una sentenza

Immaginiamo un vecchio caso archiviato o passato in giudicato, una sentenza poco convincente o per nulla soddisfacente, esami o perizie svolte in maniera superficiale o con strumenti che ormai sembrano antiquati: quale sarebbe oggi l’esito di questi casi?


​​Avviare indagini difensive anche a distanza di anni da fatti compiuti, riprendere in mano un caso ormai chiuso e cercare di riaprirlo, chiedere la revisione del processo: tutto questo non è soltanto possibile, ma spesso dal riesame delle prove e dalle nuove indagini emergono nuovi elementi che potrebbero ribaltare l’esito di una sentenza. E prima si interviene, certo, meglio è. ​

In questo senso, un esempio classico è il riesame dei reperti alla ricerca di tracce di DNA. Con le nuove tecnologie, infatti, è possibile individuare nuovi elementi che fino a poco tempo fa sarebbero stati impossibili da trovare e da valutare.

Allo stesso modo è possibile rintracciare testimoni dei fatti a distanza di anni, accade anzi con frequenza di trovare persone che fino a quel momento non erano mai state sentite dagli inquirenti.

Recentemente, partendo dall'analisi di un tabulato telefonico del 2008 presente negli atti processuali, siamo riusciti a rintracciare all'estero una persona che, dopo più di dieci anni dai fatti, non solo ricordava perfettamente di aver incontrato il nostro cliente, ma conservava ancora tutte le mail che erano state inviate e ricevute per fissare quell'unico appuntamento avvenuto a Parigi. Una testimonianza assolutamente nuova, corredata di una prova documentale inaspettata e di eccezionale valore probatorio.

Ma non è un caso isolato: indagando su un duplice omicidio avvenuto a Ponticelli il 2 luglio del 1983, siamo riusciti a raccogliere molte testimonianze relative alla fascia oraria in cui i corpi delle vittime furono bruciati. Testimonianze solide, inattaccabili, perché certi eventi rimangono scolpiti nella memoria delle persone anche a distanza di oltre trent’anni. Gli inquirenti avevano ritenuto che il fatto fosse avvenuto alle ore 20:00, ma dalle testimonianze è emerso che si trattava di notte inoltrata. ​​

Che si tratti di un caso irrisolto, o della richiesta di giustizia da parte di un condannato, non è mai troppo tardi per cercare nuovi documenti, nuovi testimoni, per verificare la possibilità di un nuovo esame dei reperti, per avviare quindi nuove investigazioni difensive.

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