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Massacro di Ponticelli: il caso in Commissione Antimafia

2 luglio 1983, Barbara Sellini, sette anni, e Nunzia Munizzi di dieci, si allontanano dal rione INCIS di Napoli a bordo di una Fiat 500 di colore blu. I loro corpi seviziati e dati alle fiamme sono ritrovati la mattina successiva a qualche chilometro di distanza, nell’alveo in secca del torrente Pollena. Dopo due mesi di indagini, i primi di settembre, vengono arrestati Giuseppe La Rocca, Luigi Schiavo e Ciro Imperante tre giovani della zona. Nel 1986 la Corte d’Assise di Napoli li condanna all’ergastolo, confermato nei successivi gradi di giudizio.

I tre condannati si sono sempre dichiarati innocenti e ancora oggi che hanno scontato per intero la loro pena, continuano a chiedere giustizia. Dopo tre revisioni del processo rigettate, il caso è stato affrontato dall Commissione d’Inchiesta Parlamentare Antimafia che oggi ha approvato all’unanimità la relazione finale a firma dell’Onorevole Stefania Ascari cui hanno partecipato quali consulenti l’investigatore Giacomo Morandi e la criminologa Luisa D’Aniello che dal 2010 si sono occupati del caso.


Il più orrendo errore giudiziario d'Italia.

L'inchiesta ha ripercorso l'intera vicenda partendo dalle dichiarazioni rese dai tre condannati nell'aula di Palazzo San Macuto visibile integralmente sul sito del Parlamento al seguente link https://webtv.camera.it/evento/20861


Il coinvolgimento del pentito Mario Incarnato durante le fasi investigative del settembre 1983 all'interno della Caserma Pastrengo ed i contatti tra questo ed il supertestimone Carmine Mastrillo sono un dato di fatto. Ma quanto hanno influenzato l'esito delle indagini? E' a questa domanda che la Commissione intende rispondere, si spera, proseguendo l'inchiesta nella prossima legislatura.


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