SINECURA


Quante volte abbiamo sentito parlare di sicurezza, di come ottenerla ed in quante occasioni, invece, ne abbiamo percepito la carenza, se non addirittura l’assoluta mancanza? Ma cosa si intende, esattamente, con la parola sicurezza? Come possiamo davvero realizzarla e chi deve garantirla? La risposta a tutti questi quesiti non è certamente immediata e necessita, oltre ad un’attenta disamina, anche di una indefettibile premessa. Il termine sicurezza esprime, nel suo significato più ampio, una condizione oggettiva di assenza di pericoli e si configura, in genere, con la capacità di protezione contro la vulnerabilità, i rischi e le minacce.

Detto ciò, il concetto appena delineato richiede una doverosa precisazione ed, in questo senso, la netta distinzione lessicale che esiste tra i termini anglosassoni Safety, Security ed Emergency, ci può essere d’aiuto. Se la parola Safety fa riferimento sostanzialmente all’incolumità della persona, il termine Security è semanticamente intriso di una pluralità di aspetti relativi allo studio, alla realizzazione e alla gestione della sicurezza, spesso complementari, talvolta, alternativi. Emergency, infine, si riferisce a tutte quelle operazioni di contenimento avviate quando le misure di security ed i relativi apparati di protezione, hanno fallito. E’ quindi pacifico affermare che nel panorama sicurezza, convivono e si interfacciano svariati attori, ciascuno dei quali collabora secondo il proprio ruolo, le proprie competenze e responsabilità.

Ma andiamo con ordine.

Innanzitutto, il tentativo di rispondere alle domande poste all’inizio della presente trattazione, non può prescindere dalla consapevolezza che alla base di una crescente richiesta di sicurezza, non vi sia un’unica causa ma un mix di fattori ed una pluralità di insidie che, intersecandosi, generano pulsioni di instabilità e pericolo, a carattere pluridimensionale e multidirezionale. La minaccia, dunque, assume spesso contorni incerti, evanescenti, tanto da renderne complicata l’esatta individuazione e, di conseguenza, anche la scelta delle operazioni di contrasto più efficaci.

Un esempio lampante di tale indeterminatezza, è rappresentato da tutti quei reati perpetrati all’interno di ambienti virtuali. In questi contesti, generalmente privi di solidi riferimenti con la realtà oggettiva, l’individuo-utente accetta, più o meno scientemente, una sorta di auto-smaterializzazione, esponendo se stesso alle insidie di un mondo mascherato ed illusorio, all’interno del quale, molto spesso regole, percezioni e giudizi vengono interpretati, distorti se non, addirittura, bypassati.

L’insicurezza, oggi più di ieri, riguarda soprattutto il mondo della prossimità: una vicinanza, spesso forzata, dalla quale derivano delicate e complesse relazioni umane. Questi legami richiedono interventi protettivi e garanti di un profondo livello di sicurezza, tali da superare quella differenziazione proveniente da una stratificazione sociale e territoriale, espressa in termini economici, relazionali e di riferimenti valoriali.

Quindi, sebbene la primazia della sicurezza debba rimanere prerogativa degli organi preposti, è indispensabile che il baricentro venga spostato, in maniera sempre più incisiva, verso l’individuo, che diviene il perno attorno al quale devono ruotare tutti i sistemi sicurezza. Ciò richiede una maggiore sinergia e collaborazione tra le parti: ad azioni sostanzialmente strategico-repressive, di pertinenza esclusiva degli organi di polizia, dovranno essere affiancate politiche di prevenzione, programmi specifici sulla sicurezza e servizi mirati, affidati ad altri soggetti non necessariamente istituzionali. Tutto questo, unitamente ad una necessaria e rinnovata consapevolezza collaborativa da parte di tutta la cittadinanza.


Autore: Gianluca Mori

Classe 1978, laurea in Statistica, opera nel settore delle investigazioni e dell'intelligence privata da oltre dieci anni. Specializzato nella raccolta e nell'analisi delle informazioni è membro dell'ANAI - Albo Nazionale Analisti d'Intelligence. Cultore e studioso di intelligence e investigazioni, ha conseguito un master in Scienze Informative per la Sicurezza e uno in Scienze Criminologiche.

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